Partendo dalle analisi emerse per il Girone C (vedi articolo) si notano le stesse dinamiche, seppur in misure leggermente attenuate.
Su 20 squadre del girone B con circa 399 calciatori in rosa, si sono registrati 113 Procuratori che gestiscono le prestazioni di 389 calciatori; la restante parte risultava senza o come procuratore la Famiglia.
Si riporta di seguito l’estratto delle Agenzie di procuratori più rappresentative.

Si nota innanzitutto una stortura relativa al numero assoluto: i primi 10 procuratori (il 9%) gestiscono 112 calciatori (il 29%) ed i primi 20 (il 18%) gestiscono 179 calciatori pari al 46% di tutti.
Inoltre, si è evidenziata la distribuzione anomala per ciascuna squadra, con diversi casi di più giocatori di un club assistiti da un'Agenzia. I casi più eclatanti sono:
- il Pineto con ben 5 calciatori della Palomba Sport
- il Ravenna ben distribuito con 2 calciatori di PDP Pasqualin, Football Star Agency, MCI Group e Bolasport
- la Juventus U23 ben distruita con 2 di PDP Pasqualin, 3 di MVP Management, 2 di BC Group, e 2 di MM- Management
- il Carpi ben distribuito con 3 della Football Star Agency, 3 di Daniel Picconcelli e 2 ciascuno per la Romano Eleven, Bc Group e Rs Mangement
- il Forlì con 3 della Rs Management, 2 della Bc Group e 2 di Gianluca Bagni
- Il Perugia con ben 4 calciatori della TMP Soccer
- la Torres ben distribuita con 2 calciatori ciascuno per la BestFoot, Italian Manager, MVP e BC Group
- la Ternana con 3 di FK Sport Management, 2 di BC Group e 2 di GP Soccer
- e la Vis Pesaro con 2 di Esse Sport, 3 di FK Sport Management e di Italian Manager
Altra anomalia è la frequenza di più assistiti in più squadre anche di uno stesso girone con agenzie che annoverano anche 2, 3 e più elementi in 2,3,4 club. Le situazioni più evidenti sono quelle della:
- BC Group: 2 del Carpi, 2 Forlì, 2 Torres, 2 Juventus U23
- RS Management: 3 del Forlì, 2 del Carpì, 2 Vis Pesaro
- FK Sport Management: 3 Ternana, 4 Vis Pesaro, 3 Gubbio
- Football Sport Agency: 3 Carpi e 2 del Ravenna
Ribadendo il concetto che si dà per scontato che ciascun calciatore, in quanto professionista, profonde il massimo dell’impegno, della correttezza e della lealtà sportiva nel proprio lavoro, sia in allenamento che in partita, la rete sopracitata crea sicuramente delle perplessità.
In caso di partita cruciale tra due squadre con incroci di calciatori con gli stessi procuratori non si darebbe adito a retropensieri che possono anche minimamente offuscarne la regolarità o la professionalità dei calciatori?
Oppure Agenzie con svariati assistiti in diverse squadre non avrebbero una certa forza contrattuale con i club in sede di calciomercato (visti i trasferimenti quasi tutti a zero, non è più opportuno parlare di mercato ma solo di spostamenti)?
Si nota un numero elevatissimo di trasferimenti delle rose sia a giugno che a gennaio, sin troppo facile… forse appunto per questa impostazione?
E poi tra le varie Agenzie si potrebbero creare anche rapporti di partnership che rafforzerebbero ancor più il sistema.
Senza parlare dell’aspetto delle scommesse, le cui partite della Serie C sono normalmente quotate, che potrebbe dare ancor più adito a mal interpretazioni.
Si sottolinea il concetto del magistrato Paolo Borsellino, parafrasando la sua frase sull’onestà e politica… è sempre buona norma non solo essere sportivi ma anche sembrare….
Il settore dei procuratori dovrebbe essere riformato a fondo a livello di Federazione, con degli accorgimenti o paletti che limitino il raggio d'azione e di influenza degli stessi con regole più stringenti (limite di assistiti per uno specifico campionato o specifica squadra). Si darebbe una parvenza di maggiore trasparenza dei campionati.
E si rispetterebbe ancor più tutti gli appassionati che seguono le partite, che provano sentimenti puri vs la propria squadra del cuore, che si appassionano, soffrono e gioiscono, che dedicano tanto tempo e denaro, anche seguendo le trasferte.
La Lega di serie C sta provando a riformare il sistema per renderlo più virtuoso economicamente e per creare e valorizzare una base di talenti che latitano da anni in Italia. Le misure messe in atto (Minutaggio e Riforma Zola) sono sicuramente importanti ma non c’entrano il problema: in passato, senza tanto spazio ai giovani (minutaggio) e senza molte strutture sportive (riforma Zola) i campioni sono usciti in tanti, di alto valore e continuativamente. Queste due misure di certo sono utili, ma non centrano il cuore del problema: il sistema dei procuratori. Le società non fanno mai patrimonio (plusvalenze di cartellino pressochè nulle), raramente i calciatori passano di categoria (ad esempio in B o in A), c’è un turnover molto alto con spostamenti frenetici di calciatori: ma come può esprimersi, crescere e maturare un calciatore in questo contesto?
